CoderDojo: tra il pensiero algoritmico e il lavoro di squadra

Sabato 7 aprile, presso il nostro Atelier, si è tenuto il laboratorio di programmazione “CoderDojo“, grazie all’aiuto dei ragazzi del movimento CoderDojoFVG! I bambini che hanno partecipato al laboratorio sono stati moltissimi, infatti abbiamo avuto un alto numero di adesioni, che ci ha costretto a lasciare fuori alcuni bambini e alcune bambine.

Per tutti coloro che non sono riusciti ad iscriversi a questo evento, promettiamo di organizzarne un altro nei prossimi mesi (salvo intoppi!).

Il Dojo è cominciato con una breve introduzione da parte del mentor conduttore, che ha spiegato le basi del laboratorio. Dopo aver chiesto ai partecipanti quanti videogiochi conoscevano, è stata fatta loro questa importante domanda:

 

Sebbene molti bambini avessero giocato a molti videogiochi, pochi di loro si erano mai cimentati nella costruzione di un videogioco da zero. Per questo, i bambini hanno cominciato ad allenarsi all’interno della palestra di CoderDojo. 

Dopo aver mosso i primi passi con Scratch, abbiamo cominciato a realizzare il codice (e l’algoritmo) del primo personaggio del nostro videogame!

 

Da subito i bambini si sono cimentati con una serie di tipici ragionamenti algoritmici!

Hanno imparato infatti ad utilizzare alcuni costrutti tipici della programmazione informatica, come il blocco “se – allora“, che sprona il bambino a ragionare sui rapporti “causa effetto” delle azioni che sceglie di utilizzare, e il blocco “per sempre” che insegna ai giovani programmatori ad imporre un controllo temporale sul codice che hanno appena scritto.

 

Il primo pezzo di codice ha riguardato il movimento.

I partecipanti al CoderDojo di sabato erano per la maggior parte studenti delle scuole elementari, e pertanto non conoscevano, ad esempio, i concetti di piano cartesiano, di asse x e di asse y. Nonostante questo, hanno capito che “la lettera magica y” serve a far spostare il loro personaggio in verticale, e hanno imparato che “col segno meno” stabiliscono che il loro personaggio si muova nella direzione “opposta”

Scratch è bello perché permette di far utilizzare ai suoi giovani utenti degli strumenti anche molto complessi, in maniera facile, divertente, colorata ed intuitiva.

Il laboratorio è proseguito completando il codice del primo personaggio scelto dai ragazzi. Pur non rendendosene conto, i piccoli ninja a quel punto avevano per la prima volta “piegato il computer al loro volere“, dandogli delle istruzioni precise, metodiche e anche piuttosto sofisticate, che il computer avrebbe dovuto eseguire.

Durante il laboratorio i bambini sono stati seguiti da dei “mentor“. La figura del mentor non è quella dell’insegnante, ma piuttosto quella di un facilitatore. A prestare servizio come mentor erano presenti diverse persone e anche le maestre.

L’idea di affiancare a questi bambini le loro maestre in una veste diversa è stata vincente, perché ha stimolato un rapporto di fiducia tra i bambini e le loro “maestre mentor”.

 

 

Inoltre, molte volte si sono verificate delle situazioni di aiuto reciproco davvero interessanti: i bambini che per primi concludevano i loro compito, andavano di loro spontanea volontà ad aiutare i bambini rimasti indietro.

Questi gesti sono fondamentali, perché stimolano i bambini a lavorare in team e a collaborare, una serie di competenze molto richieste dal mondo del lavoro odierno.

Ad affiancare i mentor sono rimasti anche dei genitori. Non c’è cosa più bella di lavorare a fianco del proprio papà, non credete?

I ragazzi si sono dimostrati molto attenti, nonostante la durata del laboratorio: 3 lunghe ore!

Durante il pomeriggio sono stati invitati a ragionare e a costruire il codice prima di scriverlo al computer. Questo metodo di lavoro aiuta loro a sviluppare la soluzione del problema prima nella loro testa per passare solo poi ad implementarla tramite il computer. Non solo: i problemi sono stati scomposti in diversi sotto problemi di difficoltà più piccola, e anche questo approccio è un approccio tipico dell’informatica.

Nonostante gli aiuti dei mentor però, i ragazzi si sono dimostrati da subito molto molto capaci!

 

L’ora di fine laboratorio è arrivata in un lampo, e i bambini hanno assicurato di essersi divertiti molto.

Dopo un attenta valutazione da parte della squadra di mentor, è stato deciso di promuoverli tutti a “ninja“! Da oggi quindi, sono diventati dei veri esperti di coding!

 


Puoi rifare l’intero progetto che abbiamo sviluppato durante il CoderDojo seguendo la guida del gioco “Sam l’acchiappa stelle” che i ragazzi di CoderDojoFVG hanno pubblicato nel loro sito!


Alla prossima!

 

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